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Verdicchio

Il Verdicchio è un vitigno autoctono tipico delle Marche e dal quale si ricava un ottimo vino bianco vinificato in purezza che, secondo un recente studio, risulta essere il vino bianco "fermo" con più riconoscimenti dalle guide italiane del settore. Viene anche chiamato: Verzello, Verdone, Trebbiano di Soave, Marino, Verdicchio giallo, Trebbiano verde, Marino, Turbiana, uva marana, Verdicchio verde, marchigiano, Uva Aminea, Trebbiano di Lugana.

Storia del Verdicchio

Le origini del Verdicchio sono ancora abbastanza sconosciute anche se si sa per certo che l’arrivo della vite in queste zone è dovuta ai monaci benedettini che iniziarono a coltivarla nel medioevo. Dal 1500 in poi, le varie tecniche vitivinicole ed enologiche escono al di fuori delle mura dei conventi e divengono di uso comune per i contadini del luogo. Nel 1881 il Verdicchio viene riconosciuto come il più pregiato tra quelli a bacca bianca e, dal 1950 in poi inizia il suo cammino di notorietà, tra alti e bassi del mercato, fino a raggiungere, da una decina di anni a questa parte, un rinnovato clamore e prestigio sui mercati nazionali e internazionali.

Caratteristiche ampelografiche

Il colore della bacca è bianco ed ha una buccia sottile che tende al verde-giallognolo. L’acino ha grandezza media, forma sferica e si raggruppa in grappoli di misura medio-grande che assumono forme cilindriche o piramidali dalla semi-compattezza. Le foglie sono medie, orbicolari o pentagonali, trilobate o pentalobate.

Maturazione e produttività

La sua vigoria è medio/buona, così come la produttività. La maturazione delle bacche è medio/tarda e il periodo di vendemmia e vinificazione si ha nei primi dieci giorni di ottobre. Le rese delle uve per ettaro sono di circa 10 tonnellate.
Il Verdicchio predilige un clima temperato su colline con altezze non superiori ai 700 metri sul livello del mare, con una piovosità media che superi gli 800 mm/anno e temperatura media che oscilli intorno ai 14 °C. La composizione del terreno ottimale di coltivazione è calcareo pietrosa, ricca di sostanze organiche, con una buona percentuale di argilla e calcio ed è per questi motivi che la maggior parte delle coltivazioni del Verdicchio si concentrano nella zona del fiume Esino anche se ultimamente si stanno diffondendo anche in Umbria, Lazio e Toscana

Caratteristiche organolettiche del vino

Già nella primavera successiva alla vendemmia si può degustare questo vino dal colore giallo paglierino con venature verdoline, che arriva al naso con profumi intensi e delicati di fiori, frutta e vegetali supportati da lievi contrasti agrumati che, con un affinamento maggiore, regalano ancora più molteplicità di sensazioni. Al gusto si percepisce subito la sua struttura sapida e fresca che regala armonia ed equilibrio di sapori supportati da una morbidezza raffinata. La persistenza rimane sia nel palato che nei profumi. La temperatura di servizio è tra i 10/12 °C servendolo in calici ampi. Gli abbinamenti migliori si hanno con i piatti a base di pesce, paste fresche fatte in casa condite con tartufo o sughi di carni bianche ed è ottimo con formaggi di media stagionatura.
Il Verdicchio si ritrova in varie DOC come il Verdicchio dei Castelli di Jesi, l’Esino, Verdicchio di Matelica e anche in alcune DOCG come Castelli di Jesi Verdicchio Riserva e il Verdicchio di Matelica Riserva.

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