I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

Sangiovese

Il vitigno Sangiovese è uno dei più coltivati in tutto il territorio nazionale, in particolar modo nel centro Italia, dove spicca in Toscana per essere in assoluto il più diffuso della regione. Ci sono due diverse tipologie di questo vitigno: il Sangiovese Grosso e il Sangiovese Piccolo dai quali derivano diversi biotipi. Alcuni di essi sono: Sangiogheto, Brunello, Prugnolo, Morellino, Pignolo Rosso, Cardisco, San Gioveto, Pignolo, Prugnolo Gentile, Maglioppa, Cardisco, Riminese, Sangineto, Pigniuolo Rosso, Nerino, Sangiovese dal Cannello Lungo di Predappio, Morellino di Scansano, Calabrese, Sangiovese di Romagna, Sangiovese di Lamole, Sangioveto Chiantigiano, Sanvicetro, Sangiogheto, Sangiovese Dolce, Sangiovese grosso di Toscana, Mercatale, Sangiovese Grosso, Sangioveto Grosso di Toscana, Sangioveto Doppio, Tignolo, Sangiovese Gentile, San Zoveto, Sangiovese Premutico, Tignolo.

Storia del Sangiovese

Il Sangiovese ha una storia antica ritrovata in documenti del 1500, dove veniva chiamato con uno dei suoi sinonimi "Sangiogheto". Ma è anche probabile che questo vitigno fosse conosciuto dagli Etruschi che lo coltivavano nelle zone a nord del Tevere, per poi diffondersi oltre gli Appennini, fino in Toscana e Romagna. A supporto di questa teoria, ci sarebbero degli idiomi etruschi, utilizzati soprattutto nei riti religiosi, che hanno delle assonanze con la parola Sangiovese. Altri fanno risalire il nome all’"uva sangiovannina", un modo di dire che, nel dialetto della Toscana settentrionale, indica un’uva che matura precocemente. Per altri il nome potrebbe anche arrivare direttamente dalla parola latina "jugalis" per indicare la connessione tra la vite e la sua forma di allevamento ad "arbustum". Del Sangiovese esistono diverse varietà, e nel 1800, vengono identificate le due principali, basandosi sulla grandezza della bacca, che sono il "Sangiovese Grosso", coltivato soprattutto in Toscana e tra i quali biotipi troviamo il Brunello e il Prugnolo Gentile, e il "Sangiovese Piccolo", in cui si trovano la maggior parte dei biotipi toscani e emiliano romagnoli, tra cui il Morellino di Scansano, e molti altri biotipi coltivati nel resto d’Italia.

Caratteristiche ampelografiche

Il vitigno Sangiovese, seppur cambi le sue caratteristiche a seconda del clima e dell’altezza alla quale viene coltivato, ha un acino di grandezza media, rotondo, ellissoidale con una buccia molto consistente, ricca in pruina e di colore nero viola. I suoi grappoli sono medio grossi (ma anche piccoli a seconda dei tipi), compatti, cilindrici, alati. Le sue foglie sono medie tendenti ad essere larghe più che lunghe, pentalobate e trilobate e sono di colore verde chiaro.

Maturazione e produttività

La vigoria del Sangiovese è buona, la produttività abbondante e costante e i grappoli maturano tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre. E’ un vitigno che predilige terreni collinari argilloso-calcarei di media fertilità.

Caratteristiche organolettiche del vino

Dal Sangiovese vinificato in purezza si ottiene un vino rosso intenso con sentori tannici, con un corpo robusto ma armonico che lascia una persistenza amarognola e fruttata.
E’ un ottimo vino da meditazione da gustare con il cioccolato, oltre ad accompagnare cibi strutturati a base di carni rosse e selvaggina. 
Sono più di 200 i vini che derivano dal Sangiovese, tra le tante DOCG e DOC abbiamo alcune tra le più famose italiane: Brunello di Montalcino, Chianti, Morellino di Scansano.

Vai sopra