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Pignoletto

Il Pignoletto è un vitigno autoctono a bacca bianca, tipico dell’Emilia Romagna, trova la sua massima espressione in tutto il territorio intorno a Bologna e in particolar modo sulle colline della zona. Altri nomi con i quali è conosciuto sono: Alionzina, Aglionzina, Grechetto Gentile, Pignolo, Ribolla Riminese, Pignolino, Pignoletto Bolognese, Greco Gentile.

Storia del Pignoletto

Del Pignoletto non ci sono specifiche testimonianze scritte. Le prime citazioni in assoluto sono del 1600 e le ritroviamo in alcune cronache che parlavano di coltivazioni di viti a bacca bianca sulle colline bolognesi, chiamate "Pignole". Il suo nome, secondo la tradizione emiliana, pare sia stato dato da Plinio il Vecchio ad un "pino lieto" prodotto in queste zone e che viene dichiarato "non dolce abbastanza per essere buono". Un’altra teoria, invece, ipotizza che derivi dalla forma del grappolo che ricorda una piccola pigna. In generale, gli esperti del settore sono sempre stati propensi a far risalire le origini del Pignoletto al Grechetto, ovvero alla numerosa famiglia di vitigni molto diversi tra loro, portati in Italia dal mediterraneo orientale. In alcuni casi, in passato, è stato spesso confuso col Pinot Bianco e col Riesling Italico. Recenti studi molecolari sul DNA hanno confermato che esistono delle identità simili tra Greco di Todi, Ribolla Riminese e Pignoletto, mentre il Grechetto di Orvieto e il Greco di Tufo sono da considerarsi appartenenti a varietà diverse. Grazie a queste ricerche, è stata iscritta ufficialmente al Registro Nazionale l’unica varietà Pignoletto eliminando la denominazione "Grechetto di Todi".

Caratteristiche ampelografiche

Il Pignoletto ha una bacca medio grande, di colore giallo dorato tendente al verdognolo, con una forma lievemente ellissoidale. La sua buccia è sottile ma consistente e poco pruinosa. I grappoli sono piccoli, cilindrici o conici, allungati, qualche volta alati, generalmente compatti. Le foglie sono medio piccole, pentagonali, trilobate e con le pagine superiori aracnoidee e colore verde chiaro. 

Maturazione e produttività

La vigoria del Pignoletto è medio-buona e la sua produttività si mantiene non abbondante ma costante. I grappoli hanno una maturazione medio tardiva che raggiungono tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Le zone di coltivazione sono in Emilia Romagna ed essenzialmente nelle zone vicino Bologna e nelle aree vicino Forlì, Cesena e Rimini. Se associamo la genetica del Grechetto, troviamo anche coltivazioni in Umbria, Marche e Toscana. Il Pignoletto preferisce terreni collinari, ben esposti con poco argillosi e calcarei.

Caratteristiche organolettiche del vino

Dal Pignoletto si ottiene un vino di colore giallo paglierino poco acceso. Al gusto arriva l’alcolicità in armonia con una buona freschezza, accompagnata da note fruttate miste dove prevale la mela. La persistenza è asciutta e lievemente amarognola. Gli abbinamenti ideali sono come accompagnamento per tutto il pasto, con i primi leggeri a base di pesce, con le carni bianche e trova un’ottima interpretazione con gli aperitivi. Viene vinificato fermo, frizzante, spumante o passito.
Tra le DOCG abbiamo Colli Bolognesi Classico Pignoletto, mentre tra le varie DOC troviamo Reno, Colli di Faenza, Colli d’Imola, Modena.

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