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Passerina

La Passerina è un vitigno autoctono tipico dell’Italia del centro, noto anche come Uva passera, Caccione, Uva d’oro, Trebbiano di Teramo, Campolese, Trebbiano Dorato, Trebbiano Scenciato, uva Fermana e Cacciadebiti. Se ne ricava un vino con lo stesso nome che sta riscuotendo molto successo in questi ultimi anni, grazie anche alla denominazione di origine e alla vinificazione in purezza.

Storia del Passerina

Questo vitigno molto antico, contende le sue origini tra la zona di Frosinone e le Marche poiché, essendo stato coltivato fin dall’antichità in tutto il Centro Italia anche con nomi diversi, è difficile stabilirne l’esatta origine, seppur gli studiosi siano quasi tutti certi che provenga dalle Marche.
Di certo si sa che il suo nome particolare si deve alla ghiottoneria che i passeri hanno per le sue bacche particolarmente dolci e ricche di sostanze benefiche come la quercitina. Altra curiosità è data dal fatto che uno dei suoi sinonimi, Cacciadebiti, sia nato perché in passato veniva usato come "moneta" di pagamento.
Per molti anni è stato un vitigno sottovalutato a causa della popolarità del Trebbiano Toscano ma, da circa un decennio, sta tornando alla ribalta per la qualità della sua acidità , sia vinificandolo in purezza che utilizzandolo in uvaggi.

Caratteristiche ampelografiche

La bacca del vitigno Passerina è giallo oro e ha una forte concentrazione zuccherina, ha un acino grande a forma di sfera, ha una buccia molto dura di colore giallognolo ricoperta da uno strato spesso di pruina. Anche i grappoli sono grandi, hanno forma piramidale o conica, sono tozzi, alati e hanno una compattezza media, qualche volta a spargolo. Le foglie della vite sono medie, pentagonali e pentalobate.

Maturazione e produttività

La produttività della Passerina è molto buona ed ha una resa costante, la maturazione è tarda e si realizza verso il finire di ottobre e gli inizi di novembre. Le zone di coltivazione del vitigno Passerina si trovano in poche aree situate in Abruzzo, Marche e Lazio. Il terreno ottimale per la coltivazione è dato da colline poste a circa 200/300 metri sul livello del mare, esposte a nord e nord/est, riparate dai venti gelidi e con una composizione organica formata da sabbia e calcare.

Caratteristiche organolettiche del vino

La Passerina produce un vino in purezza che ha un colore giallo paglierino con venature verdognole. All’olfatto assume contorni diversi che spaziano dai frutti tropicali, alle spezie, ai fiori fino ad arrivare ad alcune note mielate ed agrumate. Al palato si ritrova tutta la sua caratteristica acidità che rimane pur sempre in costante equilibrio con un gusto sapido, regalando un finale strutturato e leggermente amarognolo. Gli abbinamenti migliori si hanno con i primi a base di pesce e crostacei, soprattutto risotti, e con i fritti sempre di pesce. Vinificato nelle versione passito, si può abbinare alle paste secche. La temperatura di servizio è intorno ai 10/12 °C.
Alcune fra le DOC di questo vitigno sono soprattutto marchigiane come Falerio dei Colli Ascolani e Offida Passerina, mentre per la zona di Frosinone si vinifica in IGT con il nome di Passerina del Frusinate.

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