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Fiano

Il Fiano è uno dei vitigni italiani a bacca bianca più apprezzati. E’ noto anche con i nomi di Fiana, Foiano, Mendillo, Minutolo e Latino. Possiede un’aromaticità neutra e una buona vigoria. Viene coltivato maggiormente in Campania, nella zona di Avellino, ma ultimamente si è diffuso anche in Molise, Sicilia e in Puglia.

Storia del Fiano

Il Fiano è un antico vitigno coltivato dai Latini. Sulle origini del nome ci sono diverse teorie. Potrebbe essere stato importato dai Greci, o derivare da un’antica popolazione sottomessa dai Romani in Campania ma proveniente dalle Alpi Apuane che portarono con loro la vite Apuana, tramutata in Apiano (Plinio il Vecchio ci dice fosse un vino gradito alle api), Afiano e poi in Fiano. Altri pensano derivi da Apia una località in provincia di Avellino dove tale vitigno viene coltivato. In Puglia invece è stato importato successivamente grazie a Carlo II d’Angiò verso la fine del 1200.

Caratteristiche ampelografiche

Il Fiano presenta una foglia media, orbicolare, tri o pentalobata. Il grappolo è medio-piccolo, piramidale,  con un’ala evidente e moderatamente serrato. L’acino è medio, di forma ellissoidale e la sua buccia è giallo dorato, coriacea e scarsamente pruinosa. Il vitigno preferisce terreni vulcanici ma non disdegna quelli argillosi.

Maturazione e produttività 

Il periodo di maturazione del Fiano è medio-tardivo, avviene tra la fine di Settembre e l’inizio di Ottobre. La sua produttività è media e abbastanza costante.

Caratteristiche organolettiche del vino

Dal Fiano si ricavano vini alquanto complessi,  dal colore giallo paglierino, più o meno intensi. Caratterizzati da una piacevole freschezza e al palato presentano un’aroma di nocciola tostata. Tra le denominazioni più famose che ne derivano ci sono: il Fiano di Avellino DOCG e il Cilento DOC.

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