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Aglianico

Il vitigno autoctono Aglianico a bacca rossa, è una delle uve più diffuse nel sud d’Italia e regala dei grandi vini rossi. E' famoso anche per essere uno dei vitigni con una grande quantità di sinonimi, anche molto diversi tra loro, tra cui: Aglianicone, Gnanico, Aglianica, Presella, Guanico, Olivella di San Cosmo, Tringarulo, Ellanico, Gesualdo, Aglianica, Cascavoglia, Uva di Castellaneta, Uva Nera, Ruopolo, Uva dei Cani, Fresella, Uva Aglianica, Ghiandara, Ellenico, Aglianico del Vulture.

Storia dell'Aglianico

Il vitigno Aglianico è molto antico e affonda le sue radici direttamente in Grecia. Pare sia arrivato in Italia tra il settimo e sesto secolo a.c. ed è proprio nel sud Italia che sono state trovate le tracce più antiche e, nello specifico, in un torchio romano ritrovato a Rionero in Vulture (PZ). L’etimologia del nome è ancora incerta e gli si attribuiscono varie origini tra cui una storpiatura della parola "Ellenico", oppure la provenienza dalla città di Elea, oppure ancora la possibilità che derivi dalla parola latina "anicus" e dalla parola spagnola "llano" che insieme significano vino della pianura.
La sua diffusione ha anche portato la registrazione di due diverse varietà di vitigno: l’"Aglianico" e l’"Aglianico" del Vulture, la prima presente soprattutto in Campania e la seconda coltivata in Basilicata. Recenti analisi approfondite hanno portato in evidenza che le due varietà hanno in realtà la stessa radice genetica ma differenze fenotipiche e genotipiche.

Caratteristiche ampelografiche

Il vitigno Aglianico ha un acino nero di misura medio/piccola, ellissoidale, con una buccia sottile e resistente caratterizzata da una forte presenza di pruina. I grappoli sono medio/piccoli, hanno forma cilindrica o conica, sono compatti ed alati. Le foglie sono anch’esse medie, allungate, orbicolate o trilobate, opache e di colore verde scuro. Il sapore è neutro

Maturazione e produttività

La vigoria dell’Aglianico è buona e i grappoli hanno una maturazione tarda che raggiungono tra il 15 di ottobre e il 15 di novembre. La produttività è abbondante e costante. Le zone di produzione dell’Aglianico, oltre alla Campania e alla Basilicata, sono anche la Puglia, il Molise e la Calabria. E’ un vitigno che preferisce essere allevato in "controspalliera", seppur abbia una grande adattabilità verso altri tipi di coltivazione. La composizione del terreno, nella maggior parte dei casi collinare e di origine vulcanica con altezze non superiori ai 300 mt. s.l.m., è formata da strati di roccia calcarea.

Caratteristiche organolettiche del vino

Il vino che si ottiene vinificando l'Aglianico in purezza è di colore rosso rubino con tendenza al granato. Più si affina il vino e più questo colore assume toni aranciati. All’olfatto arriva intenso e allo stesso tempo fresco e tannico, con note di confetture di prugne, aromi speziati e sentori di cuoio. Il gusto è pieno con una struttura buona ideale per il lungo affinamento e con una persistenza che rimane anche nell’olfatto.

Gli abbinamenti culinari sono i primi piatti molto ricchi, le carni, i salumi, le zuppe e i formaggi semi duri a media stagionatura.
Alcune tra le DOCG sono Aglianico del Taburno e Aglianico del Vulture Superiore e tra le DOC troviamo Biferno, Cilento, Scavigna e Gravina.

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